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TELENOID: IL DIVINO INFANTE?

Il Telenoid di Ishiguro è il Bambinello USB: due occhi, una fessura di bocca, torso ectoplasma. Zero fronzoli, massimo effetto. L’umanità minima compressa in un pupo bianco che pare un fantasma con la certificazione CE. Non consola, ti interroga. E lo fa con la faccia inespressiva di chi sa già che ti prenderai bene lo stesso.

1) Nursery dell’Uncanny

Il trucco è semplice: soglia minima d’umanità. Due occhi + una bocca bastano per accendere l’empatia e farci scivolare nel “aww”. La valle perturbante diventa asilo nido. Il Telenoid è un placeholder di persona, l’avatar dell’assenza. E ti fotte perché è progettato per essere “troppo poco” e quindi riempito da te.

2) Icona sacra in plastica

Culturalmente lo leggiamo al volo: archetipo del divino infante. Gesù bambino, Krishna bambino, Horus in fasce. Ma qui non c’è salvezza. C’è simulacro. L’aureola è una status bar. Dove prima c’era promessa, adesso c’è presenza a banda larga. Il sacro diventa interfaccia. E funziona finché non lo guardi troppo a lungo.

3) Tecno-complesso: stadio 2 → stadio 3

  • Seduzione: “Che tenero! Sembra vivo.” È il gancio estetico.
  • Sacralizzazione: “Aiuta gli anziani, accorcia le distanze, guarisce la solitudine.” È il salto religioso travestito da design.Il mezzo si mangia il fine: si fa perché si può. Il risultato esiste per giustificare la propria esistenza. Tu ci proietti affetto, lui te lo rimanda con lag di 30 ms.

4) Anima, ma senza metafisica

Niente dualismi: anima qui è memoria operativa interiorizzata. Un corpo sfigato d’istinti che, per campare, accumula procedure, rituali, regole. Il Telenoid è lo stampo dove coliamo quel deposito. Quando idealizzi lo stampo, nasce il culto. Quando lo culto comanda, nasce il complesso.

5) Soglia, non redenzione

Il Telenoid non “salva”: misura. Quanto poco basta per chiamare “umano” qualcosa? E quanto in fretta cediamo sacro, affetto e senso a un oggetto quando ha la forma giusta? Domande retoriche. La risposta è scritta nella tua pupilla dilatata mentre gli parli.

6) Tre segnali di idolatria

  • Testo promozionale messianico: parole tipo “cura”, “presenza autentica”, “umanizzazione” buttate come coriandoli.
  • Centratura sull’oggetto: il Telenoid “fa” relazione, tu sparisci.
  • Rimozione del limite: latenza, fallimenti, goffaggini camuffate da “poesia del difetto”.Quando compaiono, non è design: è liturgia.

7) Epilogo

Il Telenoid è il presepe della tecnosfera: culla vuota, bambino sintetico, adorazione a circuito chiuso. Divino infante glitchato. Non benedice, rispecchia. E lo specchio sei tu, che per non sentire il silenzio gli metti in braccio la tua voce.


https://gamma.app/docs/TELENOID-IL-DIVINO-INFANTE-t1pikwxw5uqphqb?mode=doc

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