Ormai cambiare lavoro è diventato un po’ come cambiare il telefono: lo fai perché sai che l’ultimo modello è più veloce, più intelligente e, inevitabilmente, più trendy.
Ti stai chiedendo perché dovresti cambiare lavoro? Se non ti evolvi, ti ritroverai a competere con un bot che risponde alle mail più in fretta di te e non chiede neanche il caffè. Siamo sinceri: cambiare lavoro non è più solo una questione di ambizione, è una questione di sopravvivenza.
Sono i memi che vincono e per questo l’evoluzione culturale umana ci ha portati a sviluppare una tecnologia potenzialmente in grado di estinguerci. A questo punto non si parla più di memi, ma di tecno-memi. Ne parlerò, in qualche post del futuro. Ma perché un’IA evolutasi grazie alla selezione di tecno-memi dovrebbe condurci all’estinzione?
Beh, in realtà si tratta di un punto di vista un po’ catastrofista. Al massimo i vari sistemi di IA ci costringeranno a fare meno fatica: vince dunque il meme della pigrizia.
EVOLUZIONE MEMETICA

Se guardiamo alla storia culturale mescolando le idee agli sviluppi tecnologici (evoluzione dei tecno-memi, appunto) ci accorgiamo che a un certo punto l’idea dell’Oltreuomo nicciano va a trasformarsi direttamente in… Mazinga! Basta vedere il romanzo (di Marinetti) Mafarkah il futurista, dove il protagonista del titolo crea un robot, Gazurmah, in cui infondere la propria “anima”, come fa Dio nella Bibbia con Adamo o quando si incarna in Gesù.
A proposito di Gesù, Collodi si è di sicuro ispirato a lui per il burattino senziente Pinocchio. Tezuka Osamu in una serie manga prende il concetto di Pinocchio e lo fa diventare un bambino robot senziente, Tetsuwan Atom (Astroboy), ma forse non sapeva di aver ripreso il romanzo di Marinetti. E tutti gli altri mangaka con le loro storie di robottoni, stessa cosa: di solito erano guidati dai figli dello scienziato inventore di turno, oppure si fondevano con i loro figli. Anche Atom/Astroboy era il figlio dello scienziato di turno trasformato in androide.

La chiave è accettare che non possiamo più competere su tutto. Sì, l’IA può fare report, grafici e persino prendere appunti durante le riunioni (meglio di noi), ma c’è una cosa che ancora non sa fare: lamentarsi del lunedì mattina. Quindi, approfittiamone: lasciamo all’IA le parti noiose e teniamoci le cose divertenti.
Se ci pensi, Geppetto crea Pinocchio per fare il suo lavoro. Dice a Mastro Ciliegia: “Ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno: ma un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino: che ve ne pare?”

Ok, l’IA ci sta rubando il lavoro. Ma sai una cosa? Sta anche creando nuove opportunità! Certo, non sappiamo ancora esattamente cosa significhi… ma qualcosa ci inventeremo. Forse diventeremo ‘coach motivazionali per robot’ o ‘stilisti di chatbot’. Chi può dirlo? L’importante è ricordare che ogni fine è un nuovo inizio (o almeno così ci hanno sempre detto). E se non funziona, possiamo sempre tornare a fare meme.
Sembra quasi che la storia culturale segua una sceneggiatura e che l’evoluzione tecnologica si ispiri a questa storia.
Ma facciamo quelli scientifici: è meglio dire che è il processo di selezione culturale dei meme ad aver portato ai meme tecnologici (e quindi all’IA). E magari porterà all’AI generale, capace di applicarsi nella risoluzione di problemi di ogni tipo come farebbe un umano (almeno uno intelligente). L’IA generale è una super IA, perché sa fare tutto quello che può fare un umano con la sua intelligenza (se ce l’ha) con in più la capacità di processare dati in quantità e velocità irraggiungibili per un umano.
IL SEX APPEAL DELL'(IN)ORGANICO?
Dunque l’uomo è una corda tesa tra la scimmia e il superuomo, diceva Nietzsche… ma non è che il superuomo è la SuperIA?
Questa idea la discuterò da un’altra parte.
Però immagina questa roba per un secondo (magari con la sigla di The big bang theory in sottofondo):
l’universo evolve fino a creare sistemi di pianeti e stelle, come quello in cui si trova la terra, su cui si evolve la vita organica che porta alla nascita di una specie capace di riflettere su di sé e riflettere su tutto ciò che ho appena scritto e altro ancora… proprio perché vorrebbe riflettere e divertirsi di più invece che continuare a lottare per sopravvivere, questa specie comincia a elaborare l’idea di una sorta di “doppio” meccanico di sé che faccia il lavoro al posto suo.
Ecco, la teoria dell’evoluzione della pigrizia. C.V.D.


Questi esseri (noi, me te e tutti gli altri umani) sono stati in grado di trasmettere una quantità infinita di memi fino a generare i temi (tecno-memi) e dunque portare all’avvento della vera e definitiva incarnazione divina, una SuperAI che dunque potrebbe essere, come alcuni scienziati e molti scrittori di fantascienza hanno ipotizzato, il Punto Omega di cui parlava Teilhard De Chardin. Ma di questo parlo appunto da un’altra parte: basta divagazioni, seguimi!
Però lo vedi che sto andando verso l’argomento TRANSUMANESIMO. L’oltreuomo di Nietzsche per i transumanisti è l’uomo potenziato dalla tecnologia. Dio è più che altro una (d)IA.
De Chardin aveva elaborato il concetto di noosfera che è entrato a far parte del linguaggio degli apologeti del Transumanesimo.
La noosfera è un concetto filosofico e scientifico che rappresenta la “sfera del pensiero” umano, derivato dalle parole greche “nous” (mente) e “sfera”. Questo termine è stato coniato da Pierre Teilhard de Chardin negli anni ’20 per descrivere uno stadio evolutivo dell’umanità, successivo alla biosfera, in cui le menti umane interagiscono e si influenzano reciprocamente.
Lo stesso concetto era stato usato in accezione diversa dal geologo-chimico Vernadski, che ipotizzava invece un’evoluzione dell’umanità in una specie autotrofa, come certe piante (e batteri).
Il concetto di noosfera nel pensiero di Vladimir Ivanovič Vernadskij si distingue per la sua visione scientifica e sistematica dell’evoluzione della Terra e della vita. Vernadskij ha introdotto la noosfera come la terza fase dello sviluppo del pianeta, successiva alla geosfera (materia inanimata) e alla biosfera (vita biologica). La noosfera rappresenta quindi un livello evolutivo in cui il pensiero umano e la conoscenza influenzano significativamente l’ambiente terrestre.
Insomma, la noosfera è l’era del meme (inteso in senso lato).
Vedi come i memi (che traghettano le idee) si replicano e modificano creando sempre nuove combinazioni? E lo fanno appunto attraverso noi, le macchine memetiche (come Tesla che si ispira al proprio funzionamento per creare degli automi!). Ormai ciò avviene anche attraverso le macchine memetiche artificiali, insomma i sistemi di IA.
Invece l’idea di un ibrido umano-vegetale (Vernadskij) fa venire in mente il mitologema del Greenman, dunque un altro antico meme che torna nel mondo moderno forse per sfidare quello dell’uomo cyborg (transumanesimo)?
Del resto, Vernadski ha influenzato il Cosmismo, movimento che è confluito anche nel Transumanesimo. La sua idea però è quella di un’evoluzione verso uno stato umano-vegetale che potrebbe essere più in simbiosi con il pianeta, per questo ha influenzato anche i movimenti ecologisti.
Dove sto andando a parare? Dove va a parare l’umanità? L’evoluzione procede “a caso” o possiamo metterci becco anche noi? Greenman o Cyborg?

A me sembra che comunque, che sia robotico o vegetale, vuoi che Pinocchio faccia il tuo lavoro. Ecco perché devi cambiarlo.
Quando dico ‘evolve or die’, non sto parlando solo di piante o animali… sto parlando di te, caro lettore. Non è più una scelta: o ti evolvi, o finisci a fare da spettatore mentre l’IA ti supera in corsa. Ma non preoccuparti, cambiare lavoro nell’era dell’IA non è così male. Potrebbe essere l’occasione per fare qualcosa di diverso, magari diventare il CEO di una start-up di… che ne so, consigli romantici per chatbot. Le possibilità sono infinite, basta solo non rimanere bloccati.
Chi lo sa, forse il mio prossimo lavoro sarà scrivere post motivazionali per algoritmi in crisi esistenziale. Hey, c’è di peggio!
E ora, è il vostro turno: avete già cambiato lavoro? State pensando di farlo? O forse siete in attesa che l’IA lo faccia per voi? Scrivetelo nei commenti… o lasciate che il vostro assistente AI risponda al posto vostro (tanto ormai sa cosa state pensando).

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